Riflessioni sul Natale
Ricordo con nostalgia i giorni dell'Avvento,quando a scuola s'allentava la disciplina,e nella penombra dei corridoi(le suore facevano economie...) lampeggiavano le fragili lucette del Presepe. E gli ingenui canti che si levavano dal coro di bimbe e restavano sospesi nell'aria fredda,venando il silenzio d'incanto.
A casa, assieme, si toglievano le figurine di gesso dai fogli di cartavelina che le proteggevano,e con assorta attenzione le si deponevano tra il muschio profumato del Presepe... Dalle pentole,in quei giorni,sfuggivano odori buoni,che rallegravano anche lo spirito.
Io ho avuto la fortuna di godere Natali che ancora riscaldano il ricordo,ma se il Natale si lega a memorie tristi,che graffiano l'animo,niente è più deprimente che trovarsi in un'atmosfera di falsa allegria,dove la propria malinconia pare stridere maledettamente. Si vorrebbe che l'orgia festaiola passasse in un lampo,per non essere invasi dai fantasmi dolorosi del passato.
Anche alcuni miei Natali recenti sono stati appannati da ricordi tristi,eppure in me rimane qualche scintilla di quella bimba sognante:bastano i suoni teneri di una zampogna,nel traffico distratto;basta l'ingenua recita dei piccoli di una scuola,per sentire la commozione levarsi.
Forse il Natale,simbolo di rinascita, potrebbe essere un momento di riflessione sui valori importanti da preservare,o recuperare,mentre attorno impazza la festa..
Lia