Lettere
d  amore
da Sibilla Aleramo a Dino Campana
Dino, provo qualcosa di tanto forte che non so come lo reggerò... Sei tu che mi squassi cosi? Che cosa m'hai messo nelle vene? E sempre ho negli occhi quella strada col sole, il primo mattino, le fonti dove m'hai fatto bere, la terra che si mescolava ai nostri baci, quell'abbraccio profondo della luce. Dove sei, che mi sento cosi strappata a me stessa? Mi chiami, o m'hai dimenticata? Oh ti voglio ti voglio, non ti lascerò ad altri, non sarò d'altri, per la mia vita ti voglio e per la mia morte, Dino, dopo questo non si può esser più nulla, oh, sapere che anche tu lo senti, che rantoli anche tu cosi...Mi aspetti, dimmi, mi aspetti, vero? Saremo soli sulla terra. Bruceremo. Hai visto che siamo vergini, che qualcosa non ci fu mai strappato? Per noi. Più a fondo, più a fondo, ci mescoleremo allo spazio, prendimi, tiemmi, io non ti lascio, bruceremo.
 
da Napoleone a Giuseppina
Ho camminato con la testa piena di te.
il tuo ritratto e l'inebriante serata trascorsa insieme ieri mi hanno lasciato i sensi in subbuglio.
Dolce, incomparabile, quale strano effetto hai sul mio cuore!
Ma cosa mi resta ancora quando dalle tue labbra e
dal tuo cuore traggo un amore che mi consuma come il fuoco?

da Elizabeth Barret a Robert Browning
Sai,
quando mi hai detto di sposarti,
mi sono vergognata di quanto ti penso,
del pensare soltanto a te, che è persino troppo, forse.
Devo dirtelo?
Ho l'impressione, mi sembra,
che nessun uomo sia mai stato per una donna ciò che tu sei per me...
Vi è mai stato qualcuno tratto da una prigione oscura e posto sulla vetta di una montagna, senza voltar la testa e con il cuore che viene meno, come accade al mio?
E tu dici di amarmi amarmi di più?
Chi dovrei allora ringraziare, te o Dio? Entrambi, credo...
 
Mi appari nelle pieghe del buio mio bellissimo tormento,
e sussurri malinconiche parole navigando i miei pensieri.
Tue sono le braccia della mia notte e mi riempi di te,
di baci e lusinghe d'amore senza pudore, senza vergogna.
Ogni mare ha senso solamente per la riva
su cui andrà a morire,e tu sei il mio mare.
Ma... è morire?
 
Lucia Luceri

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